LA PATENTE
c'è una famiglia molto povera, il papà era nominato lo iettatore, cioè che portava sfiga. lui quel giorno si vestì in maniera cupa e nera, perché voleva dare quell’impressione.
quel giorno andò dal giudice perché aveva una causa in tribunale con il figlio del sindaco e l’assessore, dove dicevano che c’era stato un incidente per colpa sua e quindi voleva la sua patente, per rosario la patente era un foglio dove diceva che lui portava sfortuna così da mettersi davanti alle aziende e ai negozi per farsi dare i soldi per farsene andare. ma il giudice rifiutó questa richiesta. Rosario a quel punto andò dal ex ragazzo di sua figlia e gli disse di dire al giudice che ha lasciato sua figlia perché era uno iettatore. Poi andò da un gruppo di amici per fargli dire che portava sfortuna è che se non l’avrebbero fatto lui gli avrebbe lanciato una maledizione.
in fine il giudice gli ha assolti, non c’è diffamazione, perde la causa è quindi Rosario ha ricevuto la sua patente da iettatore.
quando andò in casa Rosario fece scrivere a sua figlia tutti i negozi dove doveva andare, mentre la figlia gli scriveva piangeva perché lei essendo la figlia dello iettatore non poteva essere promessa in sposa.
in questa novella abbiamo una situazione umoristica perchè all’inizio ridono e sono felici ma alla fine quando capiscono che tutto ciò non gli porterà ad avere amici oppure case o lavori capiranno dell’errore.
Rosario secondo me ha una maschera nuda, cioè sa di avere una maschera perché lui sa di non essere uno iettatore ma fa finta di esserlo

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